Giochi Olimpici di Rio 2016 – Le somme.

Le Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 saranno ricordate per molte cose: la Russia che ha preso una delle squalifiche più pesanti nella storia delle atletica, infatti la IAAF , ovvero l’ente supremo che gestisce l’atletica a livello internazionale ha bandito dai giochi tutta la federazione Russa, accusandola di doping di Stato. Una tra le superstar russe, la Sharapova, trovata positiva a un controllo antidoping.

Un altro motivo per ricordare queste olimpiadi sono i protagonisti, talvolta inaspettati come il campione mondiale di carabina Italiano, le nostre ragazze del tiro con l’arco oppure i vice campioni olimpici del Beach Volley.

Di sicuro ci sono state molte note positive, l’organizzazione andata piuttosto bene dei Giochi, anche se in un contento molto complicato, come quello del Brasile, completamente spaccato in due dove da un lato turisti, mare, soldi dall’altro Favelas, povertà e malattie.

Altre invece un po’ meno, come l’acqua verde della piscina dei tuffi, dove la nostra Cagnotto ha fatto uno storico secondo posto, oppure il “ simpatico “ direttore del giornale che non avendo niente di meglio da fare, in una calda serata estiva ha dato delle “ cicciotelle” a tutto il team olimpico femminile del tiro con l’arco; si potrebbe pensare che stava cercando un modo per farsi licenziare, riuscendoci con discreti risultati.

Purtroppo ci sono state anche delusioni sportive, come il nuoto: tante promesse e declami per poi fallire miseramente, dove purtroppo la Pellegrini si è distinta, ma non in piscina; infatti sui social è sempre rimasta molto attiva insultando avventori che osavano criticare le scelte di una persone che, ahimè, rappresentava l’Italia in quel momento. Stessa sorte è toccata ai nostri pugili, più intenti a fare proclami per la prossima stagione dei reality, vedi Clemente Russo, quasi imbarazzante l’annuncio della sua partecipazione al Grande Fratello Vip, considerando che bisogna farsi largo tra tante difficoltà nella boxe, uscirsene così non è sembrato esattamente rispettoso verso chi, sta ancora lavorando duro.

Poi ci sono state scene un po’ comiche, visto da fuori, come l’atleta Mongolo che alla fine del match per ottenere una medaglia olimpica nella lotta libera, si è visto completamente ribaltare il risultato dai giudici e dopo essere “impazzito “ il suo stesso allenatore, si completamente denudato davanti non solo ai giudici ma tutti gli spettatori presenti e paganti, rimanendo solo in mutande. Un’altra situazione comica è stata quella della nuotatrice Koreana quando ha scoperto dalla giornalista sua connazionale durante l’intervista a bordo piscina, di essere medagliata oltre che di aver fatto un super tempo, che non aveva mai raggiunto durante la stagione.

Le conferme non sono mancate, infatti Bolt, ha vinto ancora ori su ori e con un po’ di malinconia lascia senza eredità il trono da numero uno al mondo nella corsa di velocità. Davvero ora fa parte tra i più grandi atleti di tutti i tempi.

Milan venduto ai Cinesi

Provocazione o realtà?

Forse è presto per dirlo ma di sicuro sono mesi che si leggono molte notizie, nomi di imprenditori, eventuali cordate ma ancora nulla è sicuro. Tutto in bilico, Forse, anche troppo.

Si perchè anche se ci sono professionisti pagati milioni, comunque rimangono dipendenti e se l’azienda non ha una stabilità dirigenziale, difficilmente il dipendente si sente tranquillo e quindi si concentra solo su quello che realmente deve fare.

Quando si pensa di aver trovato delle certezze ecco che viene ribaltato tutto. Fassone nuovo AD eletto direttamente da questa cordata cinese che sembrerebbe aver firmato un accordo preliminare per la cessione della squadra rossonera, ancora non ha proferito verbo lasciando a un Galliani sempre più alla porta la gestione, piuttosto discutibile del mercato della squadra milanese.

Infatti le prime giornata di campionato, in campo, si sono visti gli stessi giocatori della passata stagione, eccezion fatta per Gustavo messo titolare in fretta e furia per sopperire alla espulsione di Paletta della prima giornata di Serie A.

Ma adesso?

Molti tifosi si chiedono se sarà un’altra annata da buttare e probabilmente lo sarà. Le altre contendenti si sono rafforzate per distacco dalla squadra di Silvio Berlusconi e se già prima era molto complicato il cammino verso una possibile qualificazione in Euoropa, non strettamente necessaria la Champions League, adesso sembra molto ma molto proibitiva.

Gli affari se non ci sono, non si pensa mai a una gestione interna, anzi, i giocatori italiani buoni vengono spediti in altre squadre, dove poi fanno le fortune dei vari club facendole diventare per altro, dirette avversarie. Tutto questo pare davvero senza strategia, ma solo delle toppe che oramai vanno avanti da anni ed è proprio per questo, anche se lo stesso Galliani fa finta di non capire, allontana sempre più tutta la tifoseria dai giocatori. Oltre ad acquisti non fatti, si aggiungono anche giocatori pagati milioni di euro senza un senso apparente e molti prospetti italiani da coltivare che vengono mandati in altre squadre appunto. Insomma sembra più un autogestione che una programmazione da società che punta ad essere una delle big in Europa e nel Mondo.

Il brand che ha costruito il Milan in questi anni è spaventoso, non per nulla in Cina è uno dei top brand come magliette e accessori tra le più vendute ma questo potrebbe finire da un momento all’altro se la Società non inizia a fare una reale e coerente pianificazione.

Koby Bryant a Milano: Mamba Mentality tour

In questa estate calda, Milano è diventata torrida con l’arrivo al centro della capitale lombarda di Kobe Bryant,. Il 21 luglio è stato il Kobe Day infuocando migliaia di appassionati, atleti e curiosi che hanno portato il loro calore alla stella NBA in una giornata davvero molto calda di Luglio.

Dopo 5 anni , il fenomeno Ex Los Angeles Lakers, torna a vivere a Milano con il tuo tour, il Mamba Mentality che grazie a Nike, porta la star in Italia dopo Parigi e Orlando.
Una leggenda vivente del basket NBA ma non solo, qualche mese fa ha annunciato il suo addio al parquet dando senso a una stagione regolare della sua amata città, che altrimenti sarebbe stata disastrosa. Ogni palazzetto era una festa, il tributo che deve ricevere un campione che per tutti questi anni, è stato uno dei simboli di uno sport emozionante, che fa rimanere incollati milioni di tifosi da tutto il mondo fino all’ultimo secondo.
Ancora più emozionante sentire Kobe parlare in un italiano quasi perfetto, visto che ha imparato la nostra lingua quando suo padre, Joe Bryant, giocava in Italia. Non per nulla infatti i tuoi 2 figli, Natalia e Gianna , portano un nome italiano ma sono sicuro che anche il terzo figlio in arrivo non sfuggirà alla regola del nome.
E’ stata annunciata come una giornata di festa e di sport e così è stata. Prima di ogni cosa, Bryant si è recato al Palalido di Milano per incontrare i migliori Under17 italiano li ad aspettarlo non solo gli atleti ma anche l’head coach della Nazionale Italiana di Basket, Ettore Messina, insieme alla star italiana che ha vinto il titolo con i San Antonio Spurs, Marco Belinelli.
Da li si è spostato al FootLocker in Duomo dove oltre a parlare della suo addio e di molti ricordi di titoli vinti ed episodi importanti della sua vita, grazie alla solita splendida conduzione della intervista condotta da Flavio Tranquillo, Kobe continua a ripetere che l’Italia ha avuto un ruolo fondamentale nella sua vita e molte vittorie, prendendo come esempio l’ultimo tiro delle Finals 2016 fatto da Kyrie irving, ammette di aver imparato ad accettare anche la paura: “gestirla, è il miglior modo per segnare un canestro decisivo”.
Sembra inoltre, avere intenzioni molti serie annunciando di voler riportare il livello della Serie A di basket ai livello degli anni ’80, quando giocava appunto suo padre: i ragazzi sono il futuro, per questo dice, voglio lavorare sugli adolescenti di 10-15 anni cominciando proprio dalla mentalità sia in campo ma soprattutto fuori dal rettangolo.
Un “mamba” a 360° , tra una battuta e una risposta seria data ai ragazzi che fanno domande, lascia intravedere una certa emozione al pensiero che questo è stato davvero l’ultimo anno in cui ha vissuto il parquet da giocatore.