Buffon vs CR7, chi trionfa a Cardiff porterà a casa il Pallone d’Oro 2017

Mancano ancora nove giorni all’evento più atteso dagli appassionati di calcio: la finale di Uefa Champions League di Cardiff tra Juventus e Real Madrid. L’attesa è spasmodica e le due tifoserie si stanno organizzando per invadere la capitale del Galles in vista del match del 3 giugno al Millennium Stadium. La Juventus ed il Real Madrid hanno avuto 18mila tagliandi a testa per la finale, mentre 23500 sono destinati agli sponsor gestiti dall’Uefa. Per accogliere questo enorme flusso di persone la polizia gallese si sta organizzando con strumenti iper tecnologici per far fronte al rischio attentati. Sono stati già installati degli strumenti per il riconoscimento facciale che consentiranno di confrontare i volti ripresi nella capitale gallese con i 500mila memorizzati negli archivi elettronici delle forze di polizia.

JUVENTUS-REAL, SFIDA TRA TITANI

La sfida tra i bianconeri ed i blancos si prospetta avvincente più che mai. L’equilibrio è piuttosto evidente ed a conferma di ciò ci sono anche le quote di Sky Bet Italia. I sei volte campioni d’Italia possono contare sulla compattezza della difesa composta da Barzagli, Bonucci e Chiellini (la famosa BBC) e dalla classe di Pjanic, Dybala ed Higuain. Inoltre la squadra di Allegri può contare sulla esperienza di Mario Mandzukic e dell’esterno brasiliano Dani Alves, autore di un finale di stagione da urlo.

LA SFIDA DI GIGI BUFFON

Il più atteso della compagine bianconera è il portierone Gigi Buffon. Il numero uno bianconero, uno dei più grandi portieri della storia, ha vinto praticamente tutto nella sua lunghissima carriera, ma mai la Champions League. Dalla Coppa Uefa conquistata a Parma ai tanti scudetti con la Juventus, fino ad arrivare al Mondiale in Germania con la maglia della Nazionale Italiana di calcio, il portiere azzurro ha la possibilità di coronare il sogno di vincere per la prima volta la coppa dalle grandi orecchie. Sogno sfiorato nella finale di Manchester contro il Milan, quando la Juventus perse ai rigori. In caso di vittoria della Juventus, inoltre, Gigi Buffon potrebbe coronare un altro sogno: quello di vincere il Pallone d’Oro. Gli addetti ai lavori spingono per questa opzione che sarebbe il giusto premio ad una carriera stratosferica, premiando quello che può passare alla storia come il più grande portiere di sempre.

IL FENOMENO CR7

Il Real Madrid, tra i tanti campioni come Modric, Bale, Benzema, Sergio Ramos e Kroos, ha il vantaggio di avere in squadra un vero e proprio fenomeno: Cristiano Ronaldo. Il portoghese è una macchina da gol e da soldi, visto che è uno dei calciatori più pagati al mondo. CR7 ha già vinto quattro volte il pallone d’oro (l’ultimo nel 2016 grazie alla vittoria degli Europei con la maglia del Portogallo), ma non è sazio. Quest’anno ha vinto già la Liga Spagnola ed il mondiale per club, ed ha tutta l’intenzione di regalare al Real Madrid la dodicesima Champions League della storia. In caso di vittoria i merengues diventerebbero la prima squadra al mondo ad aggiudicarsi per due volte di fila la coppa dalle grandi orecchie e Cristiano Ronaldo avrebbe la strada spianata verso la conquista del suo quinto pallone d’oro

Squadre di calcio e sponsorizzazione, dettagli e novità

Quando si parla di calcio, oggi, è inevitabile legare entrare in un discorso di sponsorship: oggi la maggior parte delle maglie delle squadre di calcio italiane ed internazionali mettono in bella vista il nome dell’azienda sponsor principali, e in alcuni casi anche più di uno.

Si va dal marchio di aziende di pneumatici, come Pirelli per l’Inter, fino ad aziende automobilistiche come Fiat per la Juventus, senza dimenticare anche compagnie aeree come la Fly Emirates che capeggia sulle maglie di Milan, PSG, Arsenal e Real Madrid, oppure i broker forex come Plus500 e FxPro, rispettivamente sponsor principali dell’Atletico Madrid e del Fulham FC, oppure 24Option sponsor secondario della Juventus.

Una cosa che non tutti sanno è che non è sempre stato così, ed anzi per diverso tempo è stato vietato sponsorizzare le maglie di calcio (in Italia praticamente c’è stato questo divieto fino all’inizio degli anni ’80, in altri paesi decadde prima).

La prima società di calcio italiana a mostrare una sponsorizzazione fu il Lanerossi Vicenza, che nel 1953 sfoggiò una “R” sulla divisa, simbolo del lanificio Lanerossi. All’inizio degli anni ’70 arrivo l’ok della FIGC alle sponsorizzazioni personali dei calciatori, mentre sul finire di quel decennio iniziarono a capeggiare gli sponsor tecnici delle squadre di calcio, ovvero le aziende che realizzavano le magliette.

Nel 1978 arriva il primo sponsor commerciale, precisamente sui calzoncini dell’Udinese: fu l’azienda Sanson. Questa idea non piacque alla FIGC che multo la squadra di 10 milioni di lire e la costrinse ad eliminare lo sponsor. L’anno successivo arrivò il primo sponsor sulle maglie, era il Perugia.

Il processo divenne inarrestabile e nel 1981 la FIGC fu costretta ad ammettere le sponsorizzazioni sulle maglie delle squadre di calcio. Dalla stagione 1982 – 83, ben 28 delle 36 squadre di serie A e B si presentarono, ai nastri di partenza, con le maglie “sporcate” da uno sponsor.

Dal 2004 – 2005 diventa possibile, per le squadre, esporre sulle proprie magliette anche un secondo sponsor, minore, in maniera tale che ancora più spazio divenne occupato dagli sponsor.

Nel corso degli anni sono arrivate diverse novità, come le sponsorizzazioni sui pantaloncini, sul retro della maglia (nella parte bassa, perché in quella alta c’è il nome solitamente) e, dal 2014 – 2015, è ammesso anche un terzo sponsor diverso sulle casacche delle squadre di serie A e B.

Piano piano anche le maglie delle nazionali di calcio sono diventate sponsorizzate, anche se solo con il loghetto dello sponsor tecnico, e oggi anche gli arbitri indossano delle divise con tanto di sponsor sopra.

Ad oggi è davvero raro trovare una maglia di calcio senza sponsor, tanto che anche una delle ultime squadre rimaste, il Barcellona, ha ceduto alle lusinghe del denaro.

Se guardiamo alla classifica delle squadre che incassano di più dagli sponsor (pagina in lingua inglese) troviamo in testa il Manchester United, che ha firmato un contratto di 7 anni con Chevrolet, dai quali incasserà 559 milioni di dollari, il Chelsea, che incassa 57 milioni l’anno dalla giapponese Yokohama e Real Madrid.

Insomma, da aziende che lavorano nel forex a siti web di vario genere, senza dimenticare ovviamente le aziende “classiche” come le compagnie aeree, le auto e produttori videogiochi, oggi è davvero difficile immaginare una casacca di calcio senza sponsor, sembra quasi un po’ più povera e meno bella. Speriamo solo che questa storia non prenda troppo la mano: siamo già finiti a chiamare la Coppa Italia con il nome di Tim Cup, non abbiamo proprio bisogno di tifare per la Jeep Juventus o per la Pirelli Inter.

Il calcio è uno sport corrotto?

Il calcio è uno sport corrotto? Se si, quanto? C’è da dire, per tutti i conoscitori della “materia”, che spesso corruzione e calcio sono andati di pari passo, a braccetto quasi.

Il 22 giugno 1986, ad esempio, Diego Maradona è diventato una leggenda con quel fantastico gol in fuga da mezzo campo, ha dribblato almeno sei difensori inglesi e ha segnato quello che divenne noto come il “Gol del secolo”: si tratta del più grande successo individuale nella storia del calcio.

Ma Maradona ha segnato due gol in quella partita, e il primo è stato epocale per un altro motivo: era un fallo completo: su un lancio da parte di un compagno, Maradona ha stoppato la palla con la mano, eppure l’arbitro tunisino non ha fischiare. Da allora Maradona divenne noto come la “Mano di Dio”.

Voliamo ora in Italia, nel 1998. Partita Juve – Inter, su Ronaldo un fallo dell’allora juventus Mark Iuliano ferma la corsa del brasiliano e sulla ripartenza successiva i bianconeri imbeccano il gol della vittoria. Piogge di critiche a non finisce, per un campionato che l’Inter stava vincendo ma che poi perse anche a causa di questa disfatta

Prendiamo invece la Coppa del Mondo 2002. Sulla carta, quel campionato mondiale è stato rivoluzionario perché è stato il primo tenutosi in Asia. Eppure il torneo fa registrare una serie di particolari scioccanti, in maniera particolare la Corea del Sud che sconfigge il Portogallo, l’Italia e la Spagna per raggiungere le semifinali.

L’immagine più iconica del calcio coreano di quel mondiale è come Ahn Jung-Hwang ha saltato Paolo Maldini e ha segnato il gol della vittoria, battendo Gianluigi Buffon a pochi minuti dalla fine del secondo supplementare. Il gol è stato onesto, tutto il resto che si è visto nel match meno: in quella partita la Corea aveva essenzialmente “licenza di uccidere”, tra gomiti volanti e comportamenti che sarebbero stati considerati scorretti su altri campi.

La farsa coreana del 2002 non finì con l’Italia, perché nella gara successiva, nei quarti di finale, l’arbitro egiziano Gamal Ghandour ha annullato due gol validi della Spagna contro la Corea. La BBC più tardi dichiarerà come i media spagnoli pensavano che l’arbitro avesse ricevuto una macchina Hyundai dall’allora vicepresidente FIFA, il coreano Chung Mong-Joon.

Prendiamo poi lo scandalo di calciopoli, quello che portò la Juventus dei freschi campioni del mondo di Germania 2006, Buffon e Del Piero, a giocare in serie B la stagione successiva. Si, perché la Juve, campione in carica, venne punita per lo scandalo che si sollevò quell’estate, le venne tolto lo scudetto e venne relegata nella serie cadetta, con dei punti di penalità.

Insomma, il calcio non è proprio lo sport più pulito del mondo, ma d’altronde quando ci sono così tanti interessi economici in gioco, è facile cadere preda della corruzione.

L’immagine più iconica del calcio coreano di quel mondiale è come Ahn Jung-Hwang ha saltato Paolo Maldini e ha segnato il gol della vittoria, battendo Gianluigi Buffon a pochi minuti dalla fine del secondo supplementare. Il gol è stato onesto, tutto il resto che si è visto nel match meno: in quella partita la Corea aveva essenzialmente “licenza di uccidere”, tra gomiti volanti e comportamenti che sarebbero stati considerati scorretti su altri campi.

La farsa coreana del 2002 non finì con l’Italia, perché nella gara successiva, nei quarti di finale, l’arbitro egiziano Gamal Ghandour ha annullato due gol validi della Spagna contro la Corea. La BBC più tardi dichiarerà come i media spagnoli pensavano che l’arbitro avesse ricevuto una macchina Hyundai dall’allora vicepresidente FIFA, il coreano Chung Mong-Joon.

Prendiamo poi lo scandalo di calciopoli, quello che portò la Juventus dei freschi campioni del mondo di Germania 2006, Buffon e Del Piero, a giocare in serie B la stagione successiva. Si, perché la Juve, campione in carica, venne punita per lo scandalo che si sollevò quell’estate, le venne tolto lo scudetto e venne relegata nella serie cadetta, con dei punti di penalità.

Insomma, il calcio non è proprio lo sport più pulito del mondo, ma d’altronde quando ci sono così tanti interessi economici in gioco, è facile cadere preda della corruzione.

Eppure è un peccato, perché per noi italiani il calcio è davvero “sacro”.

Big Star in Premier League

Questa immagine ha certificato, in questa estate torrida di notizia, il trasloco nazionale imminente di Mourinho al club di Manchester sponda United.

Il manager è stato ingaggiato, dal club inglese al posto dell’olandese Van Gaal che ha portato per miracolo in Europa League la squadra dopo un campionato giocato a bassissimi livelli, anche se i giocatori avevano un profilo internazionale.

Con l’arrivo di Mou la squadra si è rafforzata tantissimo, oltre ad acquisti di lusso come Ibrahimovich è riuscito a strappare alla Juventus pagandolo fior fior di sterline, Paul Pogba. Con questa mossa non solo dichiara apertamente di essere nella Top 3 per vincere la coppa europea ma è in corsa per vincere sia il campionato inglese che la comunity shield ( come la coppia Italia per noi).

Questa stagione di Premiere League infatti, si annuncia come la più spettacolare di tutti i tempi: oltre ad avere Ibra, Pogba e Mou nel Manchester City vi è Pep Guardiola con un attacco stellare. Al Chelsea è andato il nostro Antonio Conte che dopo l’esperienza con la Nazionale Italiana ha deciso di tornare sul campo e viverlo giorno per giorno.

Senza contare quelli già presenti, uno su tutti, il campione in carica Claudio Ranieri con il suo Leister che è riuscito nella incredibile impresa di tenere sia Vardy che Mahrez, rifiutando proposte dagli altri club in Premier.

Poi ci sono sempre le squadra considerate mine vaganti, Tottenham, Arsenal con l’intramontabile Wenger e la schiera di giovani.

Sembrerebbe il solito ricco campionato inglese.

Movimenti di Mercato

Sicuramente questa sessione scatenata con la sede principe del calciomercato a Milano, lo ricorderemo per molte cose, di certo non verrà dimenticato per i pochi colpi che sono stati fatti sia dalle solite grandi società ma anche per quelle che solitamente lottano a metà classifica.

Si è partiti subito forte con l’arrivo sulla sponda interista di Banega, fortissimo centrocampista avanzato che darà sostanza e geometrie al gioco del nuovo allenatore De Boer. In casa inter da segnalare oltre all’arrivo dalla Lazio di Candreva anche i due colpi di mercato: Gabigol e Joao Mario. Un doppio colpo che cancella le perplessità della tifoseria visto anche i pochi risultati delle prime due giornate di campionato.

Il Milan si aggiudica il talento del Pescara Lapadula e pochi altri, mercato non esattamente da primatista, cosa che purtroppo avviene da diverso tempo in casa rossonera.

Il Napoli è riuscito a rafforzarsi in modo serio, pur perdendo il suo centroavanti di peso, ne ha preso un altro di Milik, oltre tutti gli altri rinforzi nei reparti dove aveva carenza.

Juventus regina del mercato: è riuscita in modo sorprendente a sbaragliare la concorrenza aggiudicandosi il campione argentino Higuain proprio dal napoli per oltre 100 Milioni. Soldi che ha recuperato con la cessione di Pogba al Manchester United.

E’ di queste ore l’arrivo al Torino del giocatore ex Manchester City nonché capitano della nazionale Inglese Joe Heart. Un giocatore fantastico che a sorpresa è stato scaricato da Pep Guardiola neo allenatore della squadra inglese, infatti ora si è accasato ufficialmente nella squadra granata del toro.

La Roma oltre a vendere qualche pedina preziosa sempre alla juventus, Vedi Pijanic comunque rimane competitiva, forse da migliorare nel gioco e superare lo shock della eliminazione dalla champions league per mano del Porto, squadra portoghese che è stata allenata dal Mourinho.

Il Sassuolo è riuscito a tenersi stretto Berardi, punta di diamante in tutti i sensi, visto che lo stesso giocatore ha fatto pressioni per restare ed infatti sta ripagando la fiducia del club continuando a segnare a ripetizione, raggiungendo già ad inizio stagione il traguardo dell’accesso dopo i preliminari alla Europa che conta: ovvero Europa League.

 

Champions ed Europa League: colpaccio sky?

Una incredibile scelta di marketing errata. Oppure no? Trovo davvero singolare come Mediaset abbia voluto pubblicizzare il fatto che ancora detiene l’esclusiva sulle partite di Champions League. In pratica prima ancora che la Roma passasse il turno preliminare, già dava come scontato la visione su suoi canali delle partite della squadra romana.

A loro favore, giocava il fatto che la squadra della capitale romana, giocasse con un club molto abbordabile infatti anche le quote delle scommesse era molto basse e davano la vittoria italiana sulla squadra portoghese presso che certa.

Come spesso accade però, la Roma perde, e perde anche malamente creando un danno di immagine per tutto il movimento calcio italiano. Infatti magicamente la pubblicità dove ritraeva l’ex calciatore tesserato giallo rosso, Balzaretti è magicamente sparita da qualsiasi rete ed ora sembra sparita la competizione per i canali di Silvio Berlusconi? E adesso? Adesso Sky si ritrova con, forse, il pacchetto più interessante di italiane in lotta per il trofeo Europa League. Già perché a differenza delle annate precedenti , in questa trilogia si sono “ spartiti” i compiti. Da una parte per chi ha vuol fare l’abbonamento al digitale terrestre ha solo la Champions mentre dall’altra con il satellitare made by Sky, si ha Europa League. Per la storia delle competizioni e per la qualità dei partecipanti è sempre più affascinante la Champions vedi Barcellona , Real Madrid, Manchester City, Bayern Monaco però nell’altro torneo vi sono tutte le italiane, soprattutto un paio: Sassuolo neo entrata e quindi sostenuta non solo dalla città stessa ma un po’ da tutta Italia e a questo punto Roma. Oltre che tutte le altre partecipanti, una su tutte Manchester United. Perché anche lo United dovrà fare la coppa “ minore” in quanto lo scorso campionato si è piazzata molto indietro rispetto le altre rivali della premier league.

A questo punto rimane poco da fare, anche perché l’abbonamento a premium ha dei prezzi davvero troppo alti, la qualità che offre come servizio non è fatta ad hoc come Sky ma neanche pessima come la Rai e quindi non essendo competitiva, con una squadra italiana in meno che vi partecipa,  si stanno affossando da soli. Oltretutto i diritti non sono costati proprio poco, quindi il rischio è quello di vedere Sky seppur senza la coppa principale, vincere comunque spendendo oltretutto di meno in diritti televisivi.

Personalmente trovo assurdo che ancora oggi vi sia questo spartivento di canali, da una parte il digitale ( tecnologia morta ripresa in vità solo per mediaset) e dall’altra Sky che ancora oggi, seppur di qualità superiore comunque con mille pecche: lentezza mostruosa del decoder, appena vi è una folata di vento crolla il segnale e spesso tanti canali poca qualità, con repliche noiosissime di programmi già visti e rivisti.

 

Milan venduto ai Cinesi

Provocazione o realtà?

Forse è presto per dirlo ma di sicuro sono mesi che si leggono molte notizie, nomi di imprenditori, eventuali cordate ma ancora nulla è sicuro. Tutto in bilico, Forse, anche troppo.

Si perchè anche se ci sono professionisti pagati milioni, comunque rimangono dipendenti e se l’azienda non ha una stabilità dirigenziale, difficilmente il dipendente si sente tranquillo e quindi si concentra solo su quello che realmente deve fare.

Quando si pensa di aver trovato delle certezze ecco che viene ribaltato tutto. Fassone nuovo AD eletto direttamente da questa cordata cinese che sembrerebbe aver firmato un accordo preliminare per la cessione della squadra rossonera, ancora non ha proferito verbo lasciando a un Galliani sempre più alla porta la gestione, piuttosto discutibile del mercato della squadra milanese.

Infatti le prime giornata di campionato, in campo, si sono visti gli stessi giocatori della passata stagione, eccezion fatta per Gustavo messo titolare in fretta e furia per sopperire alla espulsione di Paletta della prima giornata di Serie A.

Ma adesso?

Molti tifosi si chiedono se sarà un’altra annata da buttare e probabilmente lo sarà. Le altre contendenti si sono rafforzate per distacco dalla squadra di Silvio Berlusconi e se già prima era molto complicato il cammino verso una possibile qualificazione in Euoropa, non strettamente necessaria la Champions League, adesso sembra molto ma molto proibitiva.

Gli affari se non ci sono, non si pensa mai a una gestione interna, anzi, i giocatori italiani buoni vengono spediti in altre squadre, dove poi fanno le fortune dei vari club facendole diventare per altro, dirette avversarie. Tutto questo pare davvero senza strategia, ma solo delle toppe che oramai vanno avanti da anni ed è proprio per questo, anche se lo stesso Galliani fa finta di non capire, allontana sempre più tutta la tifoseria dai giocatori. Oltre ad acquisti non fatti, si aggiungono anche giocatori pagati milioni di euro senza un senso apparente e molti prospetti italiani da coltivare che vengono mandati in altre squadre appunto. Insomma sembra più un autogestione che una programmazione da società che punta ad essere una delle big in Europa e nel Mondo.

Il brand che ha costruito il Milan in questi anni è spaventoso, non per nulla in Cina è uno dei top brand come magliette e accessori tra le più vendute ma questo potrebbe finire da un momento all’altro se la Società non inizia a fare una reale e coerente pianificazione.