Koby Bryant a Milano: Mamba Mentality tour

In questa estate calda, Milano è diventata torrida con l’arrivo al centro della capitale lombarda di Kobe Bryant,. Il 21 luglio è stato il Kobe Day infuocando migliaia di appassionati, atleti e curiosi che hanno portato il loro calore alla stella NBA in una giornata davvero molto calda di Luglio.

Dopo 5 anni , il fenomeno Ex Los Angeles Lakers, torna a vivere a Milano con il tuo tour, il Mamba Mentality che grazie a Nike, porta la star in Italia dopo Parigi e Orlando.
Una leggenda vivente del basket NBA ma non solo, qualche mese fa ha annunciato il suo addio al parquet dando senso a una stagione regolare della sua amata città, che altrimenti sarebbe stata disastrosa. Ogni palazzetto era una festa, il tributo che deve ricevere un campione che per tutti questi anni, è stato uno dei simboli di uno sport emozionante, che fa rimanere incollati milioni di tifosi da tutto il mondo fino all’ultimo secondo.
Ancora più emozionante sentire Kobe parlare in un italiano quasi perfetto, visto che ha imparato la nostra lingua quando suo padre, Joe Bryant, giocava in Italia. Non per nulla infatti i tuoi 2 figli, Natalia e Gianna , portano un nome italiano ma sono sicuro che anche il terzo figlio in arrivo non sfuggirà alla regola del nome.
E’ stata annunciata come una giornata di festa e di sport e così è stata. Prima di ogni cosa, Bryant si è recato al Palalido di Milano per incontrare i migliori Under17 italiano li ad aspettarlo non solo gli atleti ma anche l’head coach della Nazionale Italiana di Basket, Ettore Messina, insieme alla star italiana che ha vinto il titolo con i San Antonio Spurs, Marco Belinelli.
Da li si è spostato al FootLocker in Duomo dove oltre a parlare della suo addio e di molti ricordi di titoli vinti ed episodi importanti della sua vita, grazie alla solita splendida conduzione della intervista condotta da Flavio Tranquillo, Kobe continua a ripetere che l’Italia ha avuto un ruolo fondamentale nella sua vita e molte vittorie, prendendo come esempio l’ultimo tiro delle Finals 2016 fatto da Kyrie irving, ammette di aver imparato ad accettare anche la paura: “gestirla, è il miglior modo per segnare un canestro decisivo”.
Sembra inoltre, avere intenzioni molti serie annunciando di voler riportare il livello della Serie A di basket ai livello degli anni ’80, quando giocava appunto suo padre: i ragazzi sono il futuro, per questo dice, voglio lavorare sugli adolescenti di 10-15 anni cominciando proprio dalla mentalità sia in campo ma soprattutto fuori dal rettangolo.
Un “mamba” a 360° , tra una battuta e una risposta seria data ai ragazzi che fanno domande, lascia intravedere una certa emozione al pensiero che questo è stato davvero l’ultimo anno in cui ha vissuto il parquet da giocatore.