Il calcio è uno sport corrotto? Se si, quanto? C’è da dire, per tutti i conoscitori della “materia”, che spesso corruzione e calcio sono andati di pari passo, a braccetto quasi.

Il 22 giugno 1986, ad esempio, Diego Maradona è diventato una leggenda con quel fantastico gol in fuga da mezzo campo, ha dribblato almeno sei difensori inglesi e ha segnato quello che divenne noto come il “Gol del secolo”: si tratta del più grande successo individuale nella storia del calcio.

Ma Maradona ha segnato due gol in quella partita, e il primo è stato epocale per un altro motivo: era un fallo completo: su un lancio da parte di un compagno, Maradona ha stoppato la palla con la mano, eppure l’arbitro tunisino non ha fischiare. Da allora Maradona divenne noto come la “Mano di Dio”.

Voliamo ora in Italia, nel 1998. Partita Juve – Inter, su Ronaldo un fallo dell’allora juventus Mark Iuliano ferma la corsa del brasiliano e sulla ripartenza successiva i bianconeri imbeccano il gol della vittoria. Piogge di critiche a non finisce, per un campionato che l’Inter stava vincendo ma che poi perse anche a causa di questa disfatta

Prendiamo invece la Coppa del Mondo 2002. Sulla carta, quel campionato mondiale è stato rivoluzionario perché è stato il primo tenutosi in Asia. Eppure il torneo fa registrare una serie di particolari scioccanti, in maniera particolare la Corea del Sud che sconfigge il Portogallo, l’Italia e la Spagna per raggiungere le semifinali.

L’immagine più iconica del calcio coreano di quel mondiale è come Ahn Jung-Hwang ha saltato Paolo Maldini e ha segnato il gol della vittoria, battendo Gianluigi Buffon a pochi minuti dalla fine del secondo supplementare. Il gol è stato onesto, tutto il resto che si è visto nel match meno: in quella partita la Corea aveva essenzialmente “licenza di uccidere”, tra gomiti volanti e comportamenti che sarebbero stati considerati scorretti su altri campi.

La farsa coreana del 2002 non finì con l’Italia, perché nella gara successiva, nei quarti di finale, l’arbitro egiziano Gamal Ghandour ha annullato due gol validi della Spagna contro la Corea. La BBC più tardi dichiarerà come i media spagnoli pensavano che l’arbitro avesse ricevuto una macchina Hyundai dall’allora vicepresidente FIFA, il coreano Chung Mong-Joon.

Prendiamo poi lo scandalo di calciopoli, quello che portò la Juventus dei freschi campioni del mondo di Germania 2006, Buffon e Del Piero, a giocare in serie B la stagione successiva. Si, perché la Juve, campione in carica, venne punita per lo scandalo che si sollevò quell’estate, le venne tolto lo scudetto e venne relegata nella serie cadetta, con dei punti di penalità.

Insomma, il calcio non è proprio lo sport più pulito del mondo, ma d’altronde quando ci sono così tanti interessi economici in gioco, è facile cadere preda della corruzione.

L’immagine più iconica del calcio coreano di quel mondiale è come Ahn Jung-Hwang ha saltato Paolo Maldini e ha segnato il gol della vittoria, battendo Gianluigi Buffon a pochi minuti dalla fine del secondo supplementare. Il gol è stato onesto, tutto il resto che si è visto nel match meno: in quella partita la Corea aveva essenzialmente “licenza di uccidere”, tra gomiti volanti e comportamenti che sarebbero stati considerati scorretti su altri campi.

La farsa coreana del 2002 non finì con l’Italia, perché nella gara successiva, nei quarti di finale, l’arbitro egiziano Gamal Ghandour ha annullato due gol validi della Spagna contro la Corea. La BBC più tardi dichiarerà come i media spagnoli pensavano che l’arbitro avesse ricevuto una macchina Hyundai dall’allora vicepresidente FIFA, il coreano Chung Mong-Joon.

Prendiamo poi lo scandalo di calciopoli, quello che portò la Juventus dei freschi campioni del mondo di Germania 2006, Buffon e Del Piero, a giocare in serie B la stagione successiva. Si, perché la Juve, campione in carica, venne punita per lo scandalo che si sollevò quell’estate, le venne tolto lo scudetto e venne relegata nella serie cadetta, con dei punti di penalità.

Insomma, il calcio non è proprio lo sport più pulito del mondo, ma d’altronde quando ci sono così tanti interessi economici in gioco, è facile cadere preda della corruzione.

Eppure è un peccato, perché per noi italiani il calcio è davvero “sacro”.

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